The use of Corinthian capitals in early Byzantine buildings on Kos is documented by a limited number of specimens, mostly of small dimensions and with a single crown of acanthus leaves. The survey of the island’s Corinthian capitals dating from the 5th to the 6th century has allowed updating the number of known pieces, which have been analysed in terms of typology, decoration and size, obtaining important data on the marbles used and the origin of the workers who sculpted them. It was also possible to define the proportions of the columns in which the capitals were inserted so that some of them could be attributed to specific structures and their original location within the buildings they belonged to could be hypothesized. Along with the conspicuous presence of imported Proconnesian marble artefacts, the prevalent use of Corinthian columns in liturgical furnishings could be observed; at the same time, the absence of certain types of Corinthian capitals of Constantinopolitan origin also emerged, and although they are attested in various localities of the Dodecanese and the micro-Asian coast, they do not seem to be archaeologically recorded in Kos.

Negli edifici protobizantini di Kos l’impiego di capitelli corinzi è testimoniato da un ristretto numero di esemplari, in massima parte di piccole dimensioni e ad una sola corona di foglie d’acanto. Il censimento dei capitelli corinzi dell’isola databili tra V e VI sec. ha permesso di aggiornare il numero degli esemplari noti, che sono stati analizzati sotto il profilo tipologico, decorativo e dimensionale, ricavando importanti dati sui marmi utilizzati e sull’origine delle maestranze che li scolpirono. È stato inoltre possibile restituire graficamente le proporzioni delle colonne in cui erano inseriti, permettendo di attribuire alcuni di essi a strutture specifiche e di ipotizzare la loro originaria collocazione negli edifici di appartenenza. Ciò che emerge, oltre alla copiosa presenza di manufatti di importazione in marmo proconnesio, è il prevalente utilizzo del “corinzio” in strutture di arredo liturgico, e, parallelamente, l’assenza di alcune tipologie di capitelli corinzi di matrice costantinopolitana, le quali, seppure attestate in varie località del Dodecaneso e della costa microasiatica, non sembrano trovare a Kos un riscontro archeologico.

Capitelli corinzi a Kos tra IV e VI secolo d.C.

BARONIO P
2021-01-01

Abstract

The use of Corinthian capitals in early Byzantine buildings on Kos is documented by a limited number of specimens, mostly of small dimensions and with a single crown of acanthus leaves. The survey of the island’s Corinthian capitals dating from the 5th to the 6th century has allowed updating the number of known pieces, which have been analysed in terms of typology, decoration and size, obtaining important data on the marbles used and the origin of the workers who sculpted them. It was also possible to define the proportions of the columns in which the capitals were inserted so that some of them could be attributed to specific structures and their original location within the buildings they belonged to could be hypothesized. Along with the conspicuous presence of imported Proconnesian marble artefacts, the prevalent use of Corinthian columns in liturgical furnishings could be observed; at the same time, the absence of certain types of Corinthian capitals of Constantinopolitan origin also emerged, and although they are attested in various localities of the Dodecanese and the micro-Asian coast, they do not seem to be archaeologically recorded in Kos.
2021
Negli edifici protobizantini di Kos l’impiego di capitelli corinzi è testimoniato da un ristretto numero di esemplari, in massima parte di piccole dimensioni e ad una sola corona di foglie d’acanto. Il censimento dei capitelli corinzi dell’isola databili tra V e VI sec. ha permesso di aggiornare il numero degli esemplari noti, che sono stati analizzati sotto il profilo tipologico, decorativo e dimensionale, ricavando importanti dati sui marmi utilizzati e sull’origine delle maestranze che li scolpirono. È stato inoltre possibile restituire graficamente le proporzioni delle colonne in cui erano inseriti, permettendo di attribuire alcuni di essi a strutture specifiche e di ipotizzare la loro originaria collocazione negli edifici di appartenenza. Ciò che emerge, oltre alla copiosa presenza di manufatti di importazione in marmo proconnesio, è il prevalente utilizzo del “corinzio” in strutture di arredo liturgico, e, parallelamente, l’assenza di alcune tipologie di capitelli corinzi di matrice costantinopolitana, le quali, seppure attestate in varie località del Dodecaneso e della costa microasiatica, non sembrano trovare a Kos un riscontro archeologico.
Isola di Kos
capitelli
decorazione architettonica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14246/451
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