Nel contributo ci si propone di evidenziare una contiguità di carattere ecfrastico tra un sonetto di Luca Contile, "Donna, ch'avete aperto a' vani ingegni", dedicato a Vittoria Colonna e l'impresa che egli assumerà per sé nel suo "Ragionamento" (1574), delineata dalle due colonne bibliche di Ex 13, 21. Alla luce di riscontri intertestuali finora non considerati, si dimostra che la scelta iconica contiliana è congiunta al ruolo di adiutore che la marchesa di Pescara poté ricoprire nei confronti di tanti personaggi di spicco nell'intero Cinquecento, tra i quali anche lo stesso Contile.

Luca Contile visualizzato: un'impresa di Vittoria Colonna

mazzoncini carlotta
2017-01-01

Abstract

Nel contributo ci si propone di evidenziare una contiguità di carattere ecfrastico tra un sonetto di Luca Contile, "Donna, ch'avete aperto a' vani ingegni", dedicato a Vittoria Colonna e l'impresa che egli assumerà per sé nel suo "Ragionamento" (1574), delineata dalle due colonne bibliche di Ex 13, 21. Alla luce di riscontri intertestuali finora non considerati, si dimostra che la scelta iconica contiliana è congiunta al ruolo di adiutore che la marchesa di Pescara poté ricoprire nei confronti di tanti personaggi di spicco nell'intero Cinquecento, tra i quali anche lo stesso Contile.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14246/1199
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